Progetto Didattico Annuale 2019-2020 Scoiattoli

Crescere un figlio

è avanzare verso il futuro

e tornare indietro nel passato.

E’ fare progetti e provare ricordi,

è essere adulto e bambino,

come un cavallo a dondolo

che ondeggia nella stanza del tempo.

Premessa

Come siamo giunte “A spasso nel tempo…”?

Abbiamo osservato i nostri bambini nei loro modi di giocare, nell’imitare gli animali ed il mondo dei grandi, nel socializzare tra di loro, nelle loro curiosità, nel guardare il mondo che ci circonda, nello stupirsi di una foglia che cade, di una coccinella, di una formica…

Faremo i viaggiatori nel tempo provenienti dalla preistoria fino ai giorni d’oggi. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare piccoli e grandi al mondo della preistoria attraverso un percorso di sperimentazione con particolare attenzione al coinvolgimento sensoriale ed emotivo.

Arricchire la loro comprensione rispetto alle nostre origini e alla storia personale di ognuno di noi.

Faremo inoltre anche i viaggiatori nel tempo…dei colori e delle stagioni…il tempo non finisce mai…torneremo sui passi già fatti per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Ogni volta un viaggio nuovo e sempre ricco di scoperte.

Il nostro Gruppo

“I bambini sono fiori da non mettere nel vaso,

crescon meglio stando fuori con la luce in pieno naso!

Con il sole sulla fronte e i capelli ventilati,

i bambini sono fiori da far crescere nei prati!”

(Filastrocca di Emergency)

Siamo diventati degli scoiattoli, il nostro passaggio dalla primavera alla materna, ci fa capire come siamo cresciuti e siamo diventati dei bimbi grandi. La nostra classe è composta da 8 maschi e 11 femmine delle quali 3 ragazze le abbiamo conosciute solo quest’anno, che sono: Nadine, Giada e Martina che si sono integrate molto bene nel nostro gruppo. L’ingresso alla scuola materna per i bambini è un grande evento; crescono difatti le aspettative nei loro confronti e in questa fase di crescita sembra lasciarsi alle spalle il periodo neo natale e quello della prima infanzia. Ma sono davvero così grandi? In alcuni momenti sembrano competenti e dotati di controllo, specialmente se si trovano in un ambiente a loro famigliare. Anzi, possono persino diventare piuttosto prepotenti e autoritari dando ordini ai genitori e ai fratelli!!!

C’è però un altro aspetto dei bambini di 3 anni che li rende più piccoli e simili ai neonati, che sorprendentemente emerge molto spesso. Infatti li possiamo trovare occupati a far finta di sistemare i documenti di papà o di mamma nell’ufficio, successivamente ci chiedono il ciuccio per consolarsi un po’. Possono essere bravissimi a scuola ma molto scontrosi e stanchi quando tornano a casa; lasciandosi andare e mostrando la tensione alla quale sono stati sottoposti durante la giornata.

Nel corso di quest’anno il mondo sociale dei bambini cresce parallelamente con le loro propensioni, sia giocando con i proprio coetanei a scuola, oppure a casa da soli; logicamente con preferenze verso i giochi simbolici o di ruolo. Dato che le loro emozioni possono subire un cambiamento drastico, specialmente quando si tratta di condividere un gioco, scegliere i compagni, o attendere il proprio turno, queste situazioni necessitano di un adulto che le regoli. I bambini sono estremamente felici perché finalmente hanno acquisito le proprie abilità fisiche per correre, saltare e guidare ad esempio: i tricicli, il monopattino, ecc; perciò preferiscono divertirsi all’aria aperta. Possono incominciare a frequentare dei corsi di nuoto e di ginnastica. Si divertono a dipingere, fare alcuni lavoretti divertenti, puzzle e i giochi nei quali si devono formare delle coppie. La loro capacità, di giocare in modo creativo e immaginativo aumenta sempre di più così come l’uso del linguaggio; sono contenti di impegnarsi in una conversazione e hanno imparato a chiedere “perché?” 😊. Il loro modo di parlare continua a migliorarsi, addirittura inventano le parole nuove a volte molto divertenti.

I bambini sono felici di acquisire delle nuove capacità ma queste richiedono tempo e pazienza, che però non sono sempre possibili come: abbottonarsi il grembiule o allacciarsi le scarpe, perché siamo sempre di fretta; questo non ci deve impedire di poter portare il bambino a scuola anche se non è perfettamente  sistemato (il grembiule può essere sbottonato, come i pantaloni e la maglia possono essere stati messi a rovescio, l’importante è che sia stato il bambino a metterseli). Se da un lato i bambini di 3 anni vogliono fare alcune cose da soli, dall’altro lato hanno bisogno di essere guidati in modo attento e sensibile da un adulto che abbia il tempo di incoraggiarli nei loro sforzi.

Lo sviluppo avviene in modo positivo se i bambini si sentono soddisfatti e compresi, nei bisogni che rimandano a una maggiore autonomia a volte portano il bambino al comportamento simile a quello dei neonati. Contemporaneamente necessitano di sentire che i genitori hanno fiducia nella loro capacità di crescere, di evolversi e di apprendere nuove abilità. Per concludere, la vita dei bambini di 3 anni è piena di contrasti e impegni da gestire che possono renderla allo stesso tempo molto difficile ma anche molto gratificante. Vi chiediamo di darvi una pausa per ricaricare “le pile” anche solo andando a fare una passeggiata per i negozi oppure andare a fare un giro… dovrebbe essere una priorità per tutti i genitori!

“A spasso … nel Tempo … con i Colori …”

“Ogni mattina il mondo è un foglio di carta

bianco e attende che i bambini, attratti

dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori.”

(Fabrizio Caramagna)

Il tempo non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si è visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e inesauribile di energie, potenzialità, sorprese e anche fragilità che vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, che la scuola per prima è chiamata a rispettare. In un contesto sociale in continua evoluzione come il nostro in cui l’esperienza scolastica è solo una delle tante esperienze formative del bambino, è necessario che la scuola lo ponga al centro della propria azione educativa assolvendo il compito di dare un senso alla frammentazione dei saperi e alle sollecitazioni formative offerte, spesso contrastanti. La nostra scuola offre ai bambini la possibilità di vivere molte esperienze nel rispetto dei tempi e dei ritmi di ciascuno, valorizzando, sostenendo e riconoscendo ogni singola personalità. Una peculiarità della nostra Scuola è l’organizzazione didattica per sezioni aperte che rappresentano il momento privilegiato per condurre attività di scoperta e di conoscenza diversificate tra loro, ma ugualmente integrate grazie ad una metodologia comune. La didattica laboratoriale, incentrata soprattutto sul FARE, si è dimostrata capace di fornire ai bambini e alle bambine forti stimoli sul piano motivazionale e al contempo di stimolare la crescita cognitiva e relazionale. Grazie ai progetti realizzati negli anni precedenti, che ci hanno indotto a utilizzare in modo sistematico il metodo della RICERCA scientifica e della SPERIMENTAZIONE, ci sembra importante anche quest’anno partire dall’osservazione di cose vicine, quanto più possibili familiari e concrete. Solo partendo da ciò che conosciamo possiamo spingerci meglio verso nuovi apprendimenti.

Quest’anno abbiamo pensato un percorso sui colori che si evolvono nel tempo, partendo dall’osservazione della natura nei cambiamenti stagionali. Il primo approccio sarà con l’autunno, poi seguirà l’inverno, la primavera e l’estate. I bambini, attraverso osservazioni dirette, racconti a tema, conversazioni, sperimentazioni di nuove tecniche e usi di materiali e utensili diversi, amplieranno il loro panorama di conoscenze stimolati nella loro spontaneità, fantasia e creatività. Il percorso “A spasso… nel tempo… con i colori” si diversificherà e acquisirà connotazioni specifiche nei diversi laboratori.

I colori dipingono la nostra vita quotidiana. Siamo circondati da colori che accendono i nostri sensi, la nostra fantasia e ci permettono di fare qualcosa che con il linguaggio verbale non possiamo fare: raggiungere le emozioni dirette che ci danno la possibilità di aprire una porta sul mondo interiore di un bambino. I colori hanno sempre rappresentato un codice comunicativo-espressivo di sentimenti, emozioni e significati metaforici. I bambini, fin da piccolissimi, sono sensibili alle loro variazioni, all’infinita gamma dei loro cromatismi, hanno una passione istintiva e spontanea per il colore e ne percepiscono la presenza nell’ambiente e negli oggetti, esprimendo preferenze naturali. Inoltre comunicano al mondo i loro desideri, i bisogni e i timori anche attraverso l’uso di un linguaggio diverso da quello verbale: Il linguaggio dei colori.

Il bambino nella prima infanzia non ha ancora una sufficiente esperienza grafo-motoria e le sue produzioni dimostrano livelli diversi di incapacità ma, in ogni caso, sono necessarie per l’apprendimento, in quanto il bambino si impegna a riprodurre qualcosa e ciò gli serve per fare esperienze percettive. Il disegno è un mezzo di comunicazione e il colore una componente fondamentale del codice grafico-pittorico. Il suo uso nelle attività espressive e manipolative sviluppa in modo privilegiato la creatività, la libera espressione e l’immaginazione del bambino che, al di sotto dei quattro anni, non si preoccupa ancora di far corrispondere il colore usato con quello della realtà. Il colore cresce “nel” e “con” il bambino, anche nella relazione con gli altri e con il mondo. Il percorso sul colore impegna il bambino nell’osservazione, nella raccolta di indizi, affina l’autonomia del pensiero e aumenta la fiducia nelle proprie capacità. Intendiamo accompagnare i bimbi nella loro esplorazione e ricerca attraverso situazioni nuove, stimolando la loro curiosità per attivare, attraverso la formulazione di ipotesi, l’elaborazione di schemi logici e di una serie di strategie di pensiero.

OBIETTIVI GENERALI

  1. Elevare la meraviglia e stuzzicare la curiosità per imparare a guardare con occhi nuovi i fenomeni e le cose di ogni giorno.
  2. Far porre attenzione all’esperienza, per poi provare a raccontarla e discuterla con gli altri.
  3. Stimolare la partecipazione attiva, l’atteggiamento creativo e la capacità di interagire in un’azione di progettazione

COMPETENZE CHE SI VOGLIONO PROMUOVERE

  1. Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.
  2. Sviluppa la creatività e la fantasia.
  3. Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e definire regole.
  4. Grazie alle attività svolte, acquisisce più sicurezza nella sua autonomia.

“Tutti i bambini sono degli artisti nati;

il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”

(Pablo Picasso)

Progetto “Evviva la Lettura”

“La biblioteca collabora da anni con la Scuola d’Infanzia “Maria Ausiliatrice” per educare alla lettura le bambine, i bambini e le loro famiglie. Ascoltare storie lette dalla mamma, dal papà o dal proprio insegnante all’interno della scuola stimola lo sviluppo del linguaggio e delle capacità comunicative, fortifica le relazioni, potenzia la fantasia e la creatività, crea una pausa importante, di complicità emozionale e affettiva che protegge dalla frenesia della vita quotidiana. Ma soprattutto, leggere è un dono, un piacere condiviso, una sana abitudine, un momento di gioco, scoperta e puro divertimento. Per questo la biblioteca incontra periodicamente tutte le sezioni di materna con letture ad alta voce e il prestito dei libri, proponendo novità librarie di qualità, scelte con cura nel vasto e multiforme panorama editoriale, secondo percorsi tematici studiati in base alle esigenze didattiche”.

INDICAZIONI METODOLOGICHE

La lettura è un’attività centrale nel processo di formazione del bambino. L’amore per la lettura è raramente una conquista dell’età adulta e in genere, chi non ha assunto e interiorizzato nel corso degli anni il piacere di leggere difficilmente potrà recuperare un rapporto significativo con il libro. Avviare quindi il bambino fin dall’infanzia a sviluppare un atteggiamento di curiosità e di interesse verso il libro, significa aiutarlo a diventare un futuro bravo lettore.

Lettori non si nasce ma lo si diventa attraverso un processo graduale che si snoda lungo tutto l’arco della vita. E’evidente che in questo processo la famiglia in primo luogo e, in seguito o contemporaneamente, le strutture educative assumono un ruolo determinante: il bambino amerà il libro nella misura in cui gli adulti (genitori e insegnanti) per primi sapranno essere testimoni credibili e contagiosi del piacere della lettura.

La scuola assume un ruolo di primaria importanza in questo arduo compito di trasmettere il PIACERE di LEGGERE ed è importante che inizi già dalla scuola materna. Educare alla lettura infatti, non è la stessa cosa che insegnare a leggere. L’esperienza di lettura, va avviata fin dall’inizio della scuola dell’infanzia e va condivisa dal contesto familiare perché il piacere di leggere nasce se gli adulti consentono l’incontro precoce con ogni tipo di libro, se leggono ai bambini e se offrono essi stessi un modello adeguato.

Il bambino va aiutato pertanto a vivere il libro non come oggetto lontano, misterioso e inavvicinabile verso cui finirà per nutrire diffidenza se non ostilità. Sarebbe auspicabile che la scuola, insieme con la famiglia, sostenesse il bambino nello scoprire il libro come compagno di giochi e di avventure, e lo aiutasse a sceglierlo come gioco privilegiato nella quotidianità della vita scolastica e familiare.

Progetto Religione

Forse potrà sembrare ovvio e scontato affermare che una scuola autonoma e parrocchiale abbia tra propri obiettivi la formazione oltre che umana anche religiosa. Proprio in forza di questa identità intendiamo riflettere su alcuni principi e relative metodologie.

L’essere umano è naturalmente religioso, creato per l’infinito. La sete di conoscenza, la curiosità, lo stupore e la meraviglia non sono che alcune manifestazioni di questo. La realtà finita porta in sé l’impronta di chi l’ha creata: Dio. Quindi ogni cosa ci parla di Lui.

Per questo è stato scelto di non strutturare un tempo specifico per l’insegnamento della religione, perché è l’educatore che sa cogliere e utilizzare momenti e situazioni per far percepire ai bambini il senso profondo delle cose: senso che se autentico è naturalmente religioso.

Su questa base si inserisce la conoscenza che i bambini fanno, durante l’anno scolastico, della persona di Gesù e delle linee essenziali del Suo messaggio.

La scuola è rispettosa delle varie espressioni di vita religiosa e collabora positivamente per la crescita umana e religiosa di ogni bambino, ben convinta che non esiste un bene superiore ed un bene di seconda mano. Tutto ciò che di bene e di buono esiste, da qualsiasi parte provenga, nasce dal cuore dell’Unico Vero Padre di tutti: quello del cielo.

Il progetto dell’Insegnamento della Religione Cattolica, nell’ambito della Scuola dell’Infanzia, concorre alla formazione e allo sviluppo armonioso della personalità del bambino, nell’ottica di una crescita equilibrata e tranquilla, non accelerata dal ritmo ossessivo dei tempi odierni.

Le attività in questo ambito offrono quindi occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi sono portatori.

Attraverso l’espressione e la comunicazione con parole e gesti, il bambino e la bambina vengono aiutati a maturare il rispetto e la gioia di stare insieme. In particolare, sono promossi atteggiamenti e comportamenti di accoglienza interculturale, avvalendosi di attività come drammatizzazione, mimo e canto, al fine di dare una più ampia possibilità di integrazione all’interno del gruppo.

La preghiera alla Madonna ogni mattino e il ringraziamento per il cibo ricevuto (ricordando coloro che non hanno il necessario) sono momenti importanti in cui costruire nel bambino una familiarità nei confronti di Dio e dei Santi.

Nel corso dell’anno scolastico si attribuirà rilevante importanza al Natale e alla Pasqua; si narreranno brani del Vangelo e si cercherà di capire insieme ai bambini, il significato di queste festività. Tutte le sezioni insieme prepareranno la rappresentazione natalizia che si tiene nel teatro parrocchiale, invitando genitori, amici e conoscenti.

Per stimolare la solidarietà e l’apertura verso i poveri e i bisognosi vengono realizzati ormai da anni due progetti di solidarietà con una scuola d’infanzia in Perù e un’associazione che si prende cura di bambini abbandonati in Romania, in cui si coinvolgono anche le famiglie.

I progetti integrativi per Scoiattoli quest’anno sono: Psicomotricità e Musica